Come sono andati su Twitter gli Stati Generali della nuova comunicazione pubblica di Roma – #pasocial

stati generali della nuova comunicazione pubblica roma 2015

Palazzo Chigi ha ospitato ieri gli Stati Generali della nuova comunicazione pubblica. L’edizione, organizzata da AGID (Agenzia per l’Italia Digitale), Italia Sicura e con la collaborazione del Dipartimento della Protezione Civile, si è concentrata sul ruolo del Social Media Manager nella PA e ha riunito in un’unica sala le best practice dell’amministrazione pubblica, sia centrale che locale.

L’utilizzo dei social network e dei portali sociali, principalmente Twitter e Facebook ma anche Youtube, Instagram, Flickr e Slideshare, sta finalmente diventando una costante a livello istituzionale, nel tentativo di creare un canale diretto tra istituzioni e cittadini, disintermediare e accorciare la distanza tra chi produce e chi consuma le informazioni, saltando la fase interpretativa della stampa e dei media e avviare una narrazione nuova dell’attività amministrativa, più organica e completa possibile. E tutto questo deve passare dall’interazione diretta online, dalla creazione e sostegno di nuove figure professionali indipendenti e distinte dalle normali figure già consolidate negli uffici stampa tradizionali, da una sana sperimentazione che, guardando anche all’utilizzo dei social network nel privato, sappia cogliere e sviluppare le migliori tecniche di comunicazione e informazione.

Ho partecipato all’evento curioso di guardarmi intorno e per applaudire lo straordinario lavoro sui social del Miur (qui la loro presentazione di ieri) per il quale ho lavorato come social media strategist nella prima fase di sviluppo e supporto dei canali social e del lancio della consultazione pubblica de “La Buona Scuola” e che ora, grazie al costante lavoro dell’ufficio stampa e del reparto social, vanta una bella presenza più che consolidata e continua sui principali canali di interazione in Rete (Facebook, Twitter, Slideshare, Flickr, Youtube).

La giornata è stata raccontata anche su Twitter, grazie all’hashtag #pasocial, e da una bella cronaca del portale Cittadini di Twitter. L’hashtag ha avuto molto successo, posizionandosi per molte ore tra i trending topic italiani (l’indice delle conversazioni più attive su Twitter).
Ho voluto seguire il fenomeno attivando un monitoraggio automatico di 24 ore dei tweet, ecco cosa ne è venuto fuori.

#pasocial su Twitter

  • Tweet monitorati: 1.547;
  • Finestra temporale: dalle ore 11 del 17 alle ore 11 del 18 novembre;
  • Visualizzazioni potenziali dei tweet: 3.617.218;
  • Rapporto tweet originali/retweet: 372/1.175 (24% di tweet unici e 76% di retweet)

Utenti coinvolti nelle conversazioni e con maggior numero di followers:

Utenti più citati

Nella lista degli utenti più citati, e questo è molto interessante, si osserva la “contaminazione” del tema da parte di altri utenti impegnati a rilanciare istanze fuori argomento. La logica è semplice: un hashtag ha successo e viene usato dagli utenti anche per diffondere messaggi e idee che poco hanno a che fare con il tema d’interesse ma che, seguendo la scia, possono conoscere importanti picchi di visibilità. È qualcosa di inevitabile e naturale, è la protesta di piazza che si sposta su internet, sfruttando al massimo la visibilità e l’attenzione su temi condivisi e letti da così tante persone. Cosa può fare la pubblica amministrazione per evitare questo tipo di inconvenienti? Nulla. Non può (e non deve) moderare le conversazioni. Può solo lavorare per ridurre le tensioni interagendo di più, ascoltando, relazionandosi con le criticità che vengono fuori. Anche sui social. La stessa logica si osserva nell’elenco dei tweet più rilanciati e nel wordcloud, più in basso. Torniamo agli utenti più citati:

Tweet più rilanciati

Wordcloud

Questi sono i principali dati sugli Stati Generali della nuova comunicazione pubblica del 17 novembre a Roma, Palazzo Chigi. Per chi volesse spulciarsi tutte le conversazioni monitorate, qui trovate lo storico del monitoraggio dell’hashtag #pasocial.

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