La scuola guida è sacrosanta

Succede anche che, in piena calle Atocha di Madrid, una delle strade storiche della capitale spagnola, quella che unisce la stazione degli attentati con plaza Mayor, passino mezzi di scuola guida. Perchè no.

Sono in pieno fervore i preparativi per la processione di Pasqua, la Semana Santa, ed è essenziale insegnare alle giovani generazioni l’arte di portare in giro per la città le statue religiose, di farle scorazzare per il centro come amuleti, come ombrelli giganti sotto i colpi della crisi, della disoccupazione, della scomparsa dei valori (economici). Ed ecco che è tutto un “Alla prossima giri a destra” o un “Parcheggi pure qui, abbiamo finito“.

La scuola guida per le processioni è durissima, non si ammette nessun errore, non sia mai si possa deviare la morale dal suo cammino retto. Assiste a passo d’uomo un mezzo dei servizi sociali del comune ed un mezzo della polizia. L’ordine non è casuale: Chiesa, potere, polizia. E la gente continua a camminare ai lati come nulla fosse, impegnata nel fare la spesa e nei piccoli problemi di sempre.

La Spagna è anche questo: gli estremi convivono in maniera pacifica, o quasi. Un giorno ti ritrovi un gay pride da 2 milioni di persone per strada, un giorno incroci la telecamera del telefonino con questi 30 ragazzotti trasportando una struttura prossima culla di santità.

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