10 motivi per non trasferirsi più in Spagna

Diciamocelo chiaro e tondo: un tempo la Spagna era un luogo perfetto per iniziare a lavorare e, allo stesso tempo, divertirsi. Tutto andava bene, l’economia cresceva, i giovani neolaureati non avevano difficoltà a trovare un lavoro. Adesso, che l’equilibrio si è rotto, l’atmosfera di festa rimane ma ha assunto discutibili tratti felliniani.

L’esperimento sociale del “siamo un paese latino ma offriamo un welfare da nazione nordica” si è concluso con una crisi economica spaventosa, un cambio di governo più che previsto, l’ingresso in un periodo politico incerto che per molti assumerà tratti Tatcheriani. Si preannuncia anche un importante cambio di direzione nell’ambito dei diritti sociali tanto che, se Giordano Bruno tornasse in vita, verrebbe allegramente bruciato vivo in piena Plaza Mayor. Le corride invece? Quelle no, quelle resteranno: vuoi mica toccare le tradizioni? Sto divagando.

Cercare lavoro in Spagna non conviene più. Ecco 10 ottime ragioni, confuse ma tutte vere, che convinceranno anche l’amante più esaltato della paella.

  1. Arrivato Rajoy al potere, si preannunciano modifiche legislative su matrimonio omosessuale, adozioni da coppie gay, aborto, pillola del giorno dopo. Quasi 8 anni di riforme sociali rischiano di perdersi nel nulla.
  2. I ristoranti in Italia sono così zeppi che avranno di colpo tutti deciso di aprire anche in Spagna: solo a Madrid sono 381 i ristoranti italiani  (sono solo 76 i ristoranti francesi, 19 quelli tedeschi): addio paella e sangría, benvenuta pasta alla matricciana o pizza a la carbonara.
  3. Natale: la gente  per strada festeggia indossando delle parrucche assurde e suonando trombette. Befana: non arriva la simpatica vecchietta ma direttamente i tre Re Magi, con tanto di cammello. Baldassarre, l’unico nero, è in realtà un bianco e mal truccato.
  4. Se volete sentirvi dire tutto il giorno, continuamente e sui giornali, televisione e radio, che Alonso è il miglior pilota del mondo e che quando perde è solo colpa della Ferrari (quando invece vince è un suo grande merito), che Lorenzo è il miglior pilota del mondo che quando perde è solo colpa della sfortuna, di quella spallata di Rossi o del povero Simoncelli, che Nadal è il miglior tennista del mondo e che quando perde è solo colpa della pressione atmosferica, che la Spagna è la miglior squadra di calcio del mondo che quando perde è solo perchè “si trattava di un’amichevole”, beh, benvenuti in Spagna.
  5. Cristoforo Colombo è spagnolo. È inutile che vi sgoliate, che vi incazzate, che entriate in lunghe discussioni con il vostro collega o coinquilino: per gli spagnoli Cristoforo Colombo è di origine catalana, al massimo gallega. Fate voi: questa è la pagina di Cristoforo Colombo in Wikipedia Italia (“…nato a Genova…”), mentre questa è la pagina di Cristóbal Colón nella Wikipedia Spagnola (“…luogo d’origine incerto… dicono italiano ma dovrebbe essere catalano, gallego, portoghese o ebreo…”).
  6. Quasi un giovane spagnolo su due è senza lavoro (per la precisione il 48,9%). Trovare un’occupazione in Spagna è oramai quasi un’impresa e, se è vero che un giovane italiano può vendere la conoscenza della lingua madre, spesso paga la non perfetta padronanza dello stesso spagnolo.
  7. Se siete indignati per i tempi della burocrazia italiana in Italia, non avete idea di cosa siano i tempi della burocrazia italiana in Spagna. Carte d’identità, passaporti, legalizzazioni, registrazioni anagrafiche: la mancanza di fondi dalla Farnesina come la carenza di personale e il mancato aggiornamento tecnologico hanno trasformato la rete consolare italiana in una brutta copia di un caotico Comune di provincia.
  8. Vorreste viviere in un paese dove il mistero che avvolge la scomparsa di Ylenia Carrisi, fatto avvenuto oramai 17 anni fa, occupa ancora ore ed ore di trasmissioni televisive, anche in prima serata? Ultima, la comparsata diluita in tre settimane di Albano, Romina Power e il figlio Yari (che si autodefinisce un Sudu), ospiti d’onore su Tele5, canale punta di mediaset Spagna.
  9. In Spagna traducono tutto e pronuciano l’inglese “alla Spagnola”. Ratón al posto di mouse, computadora per computer, “Jota Be” al post del J&B, “Maicol Jota Fox” al posto di Michael J. Fox. Hot dog qui si dice “Perrito caliente“, cagnolino caldo.

    La locandina di Shining
  10. Gli ingredienti basici della cucina spagnola sono l’uovo, la patata e il pomodoro. Tutto abbondantemente fritto (nello stesso olio). Ora, sarà anche suggestivo mangiare solo tapas  durante una breve vacanza a Madrid ma, credetemi, alla lunga è terrificante. Per non parlare del caffè, quasi sempre trasparente e lunghissimo.
Ora, mi rendo conto dello scenario apocalittico che ho appena disegnato e sono cosciente della domanda “E tu allora cosa cazzo ci fai ancora lì?”. La mia risposta è solo una: “Amo questa nazione”. Ci sono affezionato nel bene e nel male, la Spagna mi ha dato un lavoro in tempi non sospetti, mi fa sorridere continuamente e mi fa fare da guida turistica praticamente ogni mese. Ma, ora come ora, iniziare qui una nuova avventura sarebbe un grande errore.
Spero di essere stato abbastanza convincente: se siete ancora convinti che la Spagna sia la vostra salvezza vi passo il link di una mia intervista sul numero di dicembre di Walk on Job.

 

 

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