Cosa sta succedendo a Madrid

Nella capitale spagnola è in pieno svolgimento la Giornata Mondiale della Gioventù: un milione  e mezzo di giovani cristiani si è dato appuntamento a Madrid per una settimana di incontri, preghiere, riflessioni, canti e balli.

La venuta del Papa corona la settimana di festa per i pellegrini che si concluderà domenica 21 con una gran messa moltitudinaria nella Tor Vergata Spagnola, Cuatro Vientos.

Mezza città sta accogliendo i pellegrini con le braccia aperte: i commercianti festeggiano, la politica festeggia, la base cattolica della popolazione saltella.

L’altra mezza città, la parte laica ed indignata, non sembra invece gradire l’evento difendendo il principio di laicità dello Stato, sottolineando lo spreco di risorse pubbliche nell’organizzazione dell’evento in un periodo nero per l’economia spagnola e reclamando il diritto a manifestare.

La politica non può che appoggiare la causa della prima metà della popolazione, la parte entusiasta. Considera lo scenario della visita papale troppo importante per essere macchiato da manifestazioni, polemiche e critiche e si sta adoperando per zittirle. Lo sta facendo però nel peggiore dei modi:  un uso sproporzionato della forza pubblica.

Da due giorni non riconosco più le notti del centro di Madrid: manifestazioni del blocco laico autorizzate che vengono rallentate o quasi bloccate da tensioni con gruppi di pellegrini, cariche della polizia a Puerta del Sol e lungo le vie limitrofe, elicotteri sorvolando le zone calde.

Questo video l’ho girato il 17 agosto, durante la prima manifestazione contro la visita del Papa (e relative spese legate all’organizzazione della settimana). I manifestanti gridano: “Il vostro Papa è nazista” o “Andate in Somalia” e la polizia crea un cordone per proteggere il deflusso dei pellegrini. Qualche schiaffo, non ripreso, è anche volato.

Potete seguire su twitter l’andamento delle proteste ricercando all’hastag #17a e #18a (oggi si utilizzerà l’hash #19a).

Credo che la situazione stia scappando a tutti dalle mani: la polizia sta facendo uso esagerato e spesso ingiustificato della violenza verso i manifestanti, i pellegrini  spesso cadono nell’errore di appoggiare tale violenza o provocare nuove tensioni, i manifestanti, sbagliando obiettivo, se la prendono con i pellegrini.

Questa sera è prevista una nuova concentrazione laica a Puerta del Sol, fino a poco tempo fa teatro pacifico  degli indignados. La tensione, come l’attenzione, è alta.

Ieri pomeriggio passeggiavo fischiettando per il quartiere di Malasaña e mi sono imbattuto in una situazione curiosa. Ho notato una scritta ernorme per terra: “YOU ARE NOT WELCOME“.

Mi guardo intorno non volendo pensare a quello che stavo per pensare. Mi giro e mi imbatto in questo cartello

Trall’altro esposto in un bar dove fanno un’ottimo 4 Roses con Ginger Ale.

Ma come mai tutto quest’astio? Come mai ora? Credo si tratti di una questione molto più lunga e complicata e che passi per la crisi della sinistra spagnola. La base elettorale che ha portato per ben due volte alla vittoria il PSOE non si sente più rappresentata. La recente riforma del lavoro, l’aumento delle tasse, il tasso di disoccupazione giovanile ai massimi storici (parliamo del 45%), la crisi economica e la crisi del settore immobiliare: la popolazione di sinistra non si fida più del Partido Socialista Obrero Español. Lo dicono i sondaggi*, lo dicono fenomeni come quello degli indignados, lo dicono le appena trascorse elezioni regionali. Questa stessa parte della popolazione però non vota a destra ed il bipolarismo spagnolo, aiutato da una curiosa legge elettorale, rilega i partiti minoritari di sinistra ad un ruolo veramente marginale.

Ci troviamo di fronte quindi ad una gran quantità di persone escluse dalla dialettica politica e che gode di diritti sociali sempre più leggeri. Persone che han partecipato e credono nel movimento degli indignados che per ora non ha portato risultati politici tangibili. Persone che pagano ogni giorno di più per servizi e trasporti, che lavorano sotto contratti di lavoro sempre più fragili e che focalizzano nello sfarzo dell’organizzazione della Giornata della Gioventù tutto quest’odio verso un sistema che non sembra ascoltare e dare risposte coerenti e che preferisce l’immagine alla sostanza.

Quel che è certo è che si sta aprendo una complicata stagione per la Spagna: crisi economica, elezioni politiche anticipate al 20 novembre che daranno probabilmente la vittoria alla destra, il movimento degli indignados che sicuramente riprenderà forza dopo la visita del Papa, la disoccupazione in continuo aumento.

La Spagna torna a dividersi in due, torna a mostrare la sua anima conflittiva nascosta da anni di incresibile crescita economica: la parte della popolazione ultracattolica e reazionaria (per non dire di derivazione franchista) torna a farsi vedere e riattiva l’altra parte della popolazione, anticlericale e repubblicana. Un po’ come Real Madrid-Barcellona.

Due dati: dal 1967 ad oggi la percentuale di giovani cattolici praticanti è scesa dal 67% al 10%.
Da un sondaggio pubblicato su El País si nota come il 14% dei simpatizzanti del partito socialista preferirebbe non veder governare nessuna delle due principali formazioni politiche (questo dato scende al 5% per i simpatizzanti del partito popolare).

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